L’importanza del Turismo Responsabile quando si viaggiaTURISMO RESPONSABILE

In questo articolo introdurrò i concetti del turismo, del viaggiatore e della popolazione locale e come questi vengano abbinati al tema della responsabilità. E’ considerato per molti aspetti simile al tema della sostenibilità, ma oltre all’ambiente, rispetta anche le culture, l’impatto etico, economico e sociale. 

INTRODUZIONE

Un nuovo modo questo di viaggiare e fare turismo, che all’etica della responsabilità, si concilia la necessità economica di tutti gli attori coinvolti nei processi di produzione legati ai viaggi, tra cui associazioni, enti, viaggiatori e comunità locali, protagonisti dei processi produttivi e degli impatti che hanno sul territorio.

Per tale ragione si stanno affermando nuovi modelli di turismo responsabile, un turismo fatto da tutti e per tutti: la sharing economy, l’economia condivisa e l’importanza che rivestono alcune piattaforme tra cui Airbnb e Blablacar. L’utilizzo di queste tecnologie moderne, sarà fondamentale per i viaggiatori: è proprio condividendo che si crea sviluppo, che nel tempo andrà a fortificarsi e innovarsi.

TURISMO ROAD TRIP

Argomenti trattati nell’articolo:

  1. La responsabilità turistica e l’importanza del turismo responsabile quando si viaggia
  2. Definizione di turismo responsabile
  3. Il viaggiatore responsabile e l’importanza del turismo responsabile quando si viaggia
  4. Che cos’è dunque il turismo responsabile e che comportamento deve avere un viaggiatore?
  5. Responsabilità e sostenibilità turistica
  6. Sharing economy
  7. Sostenibilità e sharing economy
  8. Sharing economy – Airbnb, Blablacar, Eatwith

1. La responsabilità turistica e l’importanza del turismo responsabile quando si viaggia

Chi decide di essere il protagonista del viaggio, lo fa per una propria motivazione: simile a quella di un altro viaggiatore, o completamente diversa. Si viaggia dunque per trovare un po’ di riposo, per conoscere Paesi, culture, tradizioni nuove, o per scoprire se stessi. Perché è proprio attraverso il fare turismo che ci si può arricchire di curiosità e di coraggio.

Qualunque sia la destinazione, lo scopo principale del viaggio dovrebbe essere girare consapevolmente il mondo. In che modo? Ascoltando e cogliendo i segnali di ciò che si è circondati, analizzando di meno, ma osservando di più. Ognuno quindi dovrebbe viaggiare con il rispetto in tasca e una consapevolezza nei confronti della natura e delle persone che la abitano.

Tutto questo lo riassumerei in due parole: Turismo Responsabile.

TURISMO RESPONSABILE

2. Definizione di turismo responsabile

In realtà la definizione vera e propria sta nel buon senso che c’è in ognuno: rispettare ciò che il mondo ha creato che va dalla natura, alle persone, alle tradizioni, alla cultura e ogni altra cosa collegata a queste tematiche. Il significato non è dunque da ricercarsi nella teoria, ma nel mettere in pratica ciò che è Responsabile.

Inoltre il turismo responsabile non è sinonimo di rinuncia ai comfort: ogni livello e stile di viaggio può essere fatto in modo responsabile. Molti operatori difatti stanno aprendo la strada allo sviluppo di programmi di turismo responsabile, Alpitour e Viaggi del Ventaglio sono tra i principali.

E mentre nel passato, era spesso difficile determinare se un’associazione era responsabile o meno, oggi questo non rappresenta più una problematica: ci sono infatti una serie di strumenti a vantaggio del consumatore per confrontare e contrapporre metriche di responsabilità di una società. Per la ricerca, i viaggiatori possono quindi utilizzare fra i tanti, siti come TripAdvisor. Potranno confrontare informazioni in ambito del turismo responsabile e sostenibile e scegliere strutture, destinazioni e tour operator che seguono questi principi.

Il turismo responsabile è dunque un concetto molto ampio, che comprende viaggiatori, ma anche popolazioni locali, aziende, governi e associazioni. Tutti hanno un ruolo fondamentale per creare un turismo consapevole per il futuro collettivo. E’ lo sforzo cumulativo, così come l’enfasi che interesserà un cambiamento positivo.

Nella parola turismo responsabile pertanto è compreso anche il termine rispetto: rispetto per l’ambiente, senza abusare delle risorse; rispetto per la cultura, adottando comportamenti adeguati; rispetto per le persone, mostrando interesse ed educazione nei confronti dei locali.

E’ avere la capacità di sapere adattarsi, non solo con i compagni di viaggio, ma anche e soprattutto con gli autoctoni: entrando così in sintonia con l’ambiente circostante, in modo da viaggiare per conoscere, vivere, scoprire. E’ vivendo queste esperienze che si avrà modo di affrontare imprevisti o avvenimenti che possono destare curiosità e tracciare così il percorso che ognuno intraprenderà.

3. Il viaggiatore responsabile e l’importanza del turismo responsabile quando si viaggia

Il viaggiatore responsabile è colui che non pensa solo a raggiungere la meta, ma anche a viversi il tragitto: a ciò che incontrerà, vedrà, vivrà mentre sarà in movimento, ma anche da fermo. Perché ci sarà sempre qualcosa da imparare e da ogni situazione, nasceranno dei pensieri che daranno vita a delle consapevolezze. Essere responsabili significa dunque, sapersi anche adattare alle situazioni con cui si entra in relazione; saper rinunciare ad un caffè, per testare magari latte di cocco e così via. E’ per questo che con turismo responsabile non s’intende cambiare destinazione, ma cambiare il modo di praticare il turismo stesso:  viaggiando in modo più consapevole, sostenendo l’economia locale e stimolando lo sviluppo sociale; senza ostacoli come i cancelli “dorati” posizionati per segnare il confine tra villaggi turistici e territori dei locali.

TURISMO RESPONSABILE

4. Che cos’è dunque il turismo responsabile e che comportamento deve avere un viaggiatore?

Una forma di turismo in sostanza che offra, soddisfazioni più grandi e risultati più duraturi: perché chi decide di mettersi in viaggio oggi, lo fa per immergersi nella scoperta di nuove filosofie e di nuovi incontri. Ed è proprio vero che posto in cui si va, tradizione s’incontra, ma in tutti i luoghi vige sempre la stessa regola: immergersi in ciò che si visita in punta di piedi, rispettando gli altri e seguendo i principi di equità sociale ed equità economica. Per quest’ultima s’intende una ricaduta di quasi tutto il costo del viaggio, attraverso il pernottamento in associazioni, in famiglia, in strutture locali.. La guida turistica è l’abitante che ha voglia di raccontare la storia, la geografia, la cultura e le tradizioni di ciò che offre la sua terra.

Quando dunque ci si reca in una località nuova, ci si dovrebbe mettere in gioco, mischiando la propria cultura con quelle degli autoctoni. E giusta o sbagliata che sia una cosa nel paese di appartenenza, non è detto che lo sia anche per l’altro che si va a fare visita. Attraverso la responsabilità si cerca quindi di vivere quel posto attraverso gli occhi degli altri: sforzandosi di interagire anche senza conoscere le regole di questi, senza pregiudizi e senza giudicare questi altri secondo i valori di cui si è abituati. 

5. Responsabilità e sostenibilità turistica

Si può infine affermare che tra responsabilità e sostenibilità ci sia un legame: entrambi fanno riferimento a economia, etica e ambiente, principi fondamentali sia nei confronti di chi viaggia, sia nei confronti di chi ospita, ossia i locali. E per comprendere realmente il concetto di sostenibilità, è necessario abbinarlo a quello della responsabilità. Ed è così che si fa riferimento a un altro vocabolo: la sostenibilità responsabile. Proprio perché la sostenibilità deve essere consapevole e affinché lo sia, si ritiene necessario che venga pensata, studiata, insegnata e praticata. Da cosa nascerà un’altra cosa, da un pensiero nascerà un’azione e pensando sostenibile si potrà agire responsabilmente.

6. Sharing economy

Le mode variano, così come i gusti delle persone, i loro consumi, i loro modi di spostarsi, insomma di vivere. E per capire tutto questo è necessario comprendere quali bisogni hanno le persone, osservando quindi i comportamenti degli individui legati alla sharing economy. E’ la cosiddetta economia collaborativa o di condivisione: migliora la qualità e lo stile di vita delle persone, che incontrano nuovi individui e condividono la quotidianità. Perché è proprio condividendo che si crea sviluppo.

La sharing economy può essere considerata un fenomeno globale, soprattutto in questa epoca in cui vi sono sempre più opportunità per fare rete.

Si crea così un nuovo tipo di business, in cui la moda dello scambio e del baratto antico ormai dimenticata, si unisce alle nuove tecnologie: si crea così una maggiore possibilità di utilizzo.

Inoltre grazie alle diverse piattaforme come Tripadvisor, si ha la possibilità di confrontare le varie mete turistiche, anche quelle poco conosciute. Queste ultime entrano così a far parte di nuovi mercati e attraggono nuovi segmenti di domanda.

Tra gli altri vantaggi che offre questo tipo di economia condivisa inoltre, particolar rilievo viene ricoperto dal tema dell’ospitalità: questa spinge ogni singolo individuo a ripensare all’accoglienza e a chi la può fornire.

L’ospitalità non è più infatti una competenza esclusiva di coloro che possiedono una certificazione; tutti possono essere ospitali: dal vicino di casa, agli autisti, allo straniero. L’ospitalità non deve quindi essere intesa come un settore di attività, ma come atteggiamento: tutti la possono fornire e allo stesso modo beneficiare.

CULTURA E TRADIZIONE

7. Sostenibilità e sharing economy

In tema di sostenibilità inoltre la sharing economy contribuisce in larga misura, non solo nei confronti di quella ambientale, ma anche sociale ed economica.

Indirettamente queste nuove forme di mercato, consentono al turista di interessarsi di più nei confronti di: destinazioni, popoli che si vanno a fare visita, tradizioni e culture: è infatti lui a prediligere una meta, anziché un’altra, a scegliere dove soggiornare e perché optare per un mezzo di trasporto tralasciandone un altro. Tutto questo accade per i motivi più disparati, ma tutti legati a un solo concetto: l’informazione ricercata in rete. La sharing economy interessa quindi diversi ambiti oltre a quello turistico già citato; racchiude infatti al suo interno anche il settore dei trasporti, quello del lavoro, l’alimentare, la moda, l’abbigliamento e perfino i libri.

8. Sharing economy – Airbnb, Blablacar, Eatwith

Ed è un po’ per la voglia di risparmiare, un po’ per vivere e magari condividere un’esperienza nuova e diversa, che nasce nel 2008 Airbnb: un servizio internet, che permette di affittare ai turisti una casa o anche solo una stanza; a chi possiede una o più camere disponibili nella propria casa e allo stesso tempo al viaggiatore di prenotare alloggi in tutto il mondo.

Blablacar, assieme ad Airbnb, rappresenta una piattaforma nata nel 2006. Offre la possibilità all’automobilista che possiede dei posti liberi in auto, di condividerli in rete. Il viaggiatore che cerca un passaggio verso la stessa direzione del primo, può così contattarlo. Un modo alternativo di risparmiare, condividendo la stessa auto e allo stesso modo conversando.

Anche il settore alimentare fa da padrone a questo tipo di economia. Il cibo e la cucina fanno parte delle esperienze migliori del mondo; soprattutto per quanto riguarda quello fatto in casa. Eatwith è una piattaforma che sta trasformando il modo in cui mangiamo. Accoppia persone a cui piace cucinare, a persone a cui piace mangiare: offre cene private oppure in compagnia di persone accomunati dallo stesso interesse.

Il viaggiatore può dunque raggiungere la meta con Blablacar, alloggiare con Airbnb e mangiare con Eatwith: avrà così un’esperienza più personalizzata, più sociale e allo stesso modo più economica, oltre che responsabile.

Concludendo, per rivolgere una maggiore attenzione alle tematiche qui affrontate, è fondamentale viaggiare con consapevolezza: dando vita a un turismo responsabile, nonché sostenibile. E affinché la sostenibilità sia consapevole, si ritiene necessario che venga pensata, studiata, insegnata e praticata. Da cosa nascerà un’altra cosa, da un pensiero nascerà un’azione e pensando sostenibile si potrà agire responsabilmente, poiché come diceva il grande viaggiatore Bruce Chatwin: 

ll viaggio non soltanto allarga la mente, le dà forma.

Il miglior modo per praticare la responsabilità è attraverso un road trip: condividere passaggi, stare a contatto con i locali e rispettare la natura. Da dove iniziare quindi?  Ovviamente da un viaggio in van alla scoperta della Nuova Zelanda!

ROAD TRIP


Alis in Traveland

Provengo dal Paese dei Viaggi e parto alla scoperta del mondo con uno zaino che riempio di emozioni ed esperienze. Non voglio conquistare il mondo perché è il mondo che ha conquistato me e viaggiare è la nota che serve per comporre la mia musica.

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